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Mellah
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Un mwiqmwigmellah (in mwiwarabo الملاّح, probabilmente da ملح, "sale") è un quartiere ebraico recintato da mura in una città del mwjaMarocco, analogo ad un mwjqghetto mwjgeuropeo. La popolazione ebraica visse confinata nelle mellah marocchine dal mwjwXV secolo fino all'inizio del mwkaXIX secolo.cite-ref-1[1]

Il mwlgmellah era circondato da mura e vi si accedeva da una porta fortificata. Di solito, il quartiere ebraico era situato vicino al palazzo reale, residenza del governatore, per proteggere gli abitanti della mwlwmellah dalle periodiche rivolte. Invece le mwmamellah rurali erano villaggi separati abitati esclusivamente da mwmqebrei.

Contents

Storia
Note

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Storia

XV secolo

Il primo mwngmellah fu stabilito nella città di mwnwFès nel mwoa1438. Nella prima metà del mwoqXIV secolo, i mwogMerinidi fondarono, accanto a mwowFès, la città di Hims, che fu originariamente destinata agli arcieri e alla milizia cristiana. Nel 1438 gli ebrei furono condotti dalla parte vecchia di Fes a Hims, che era stata costruita in un luogo noto con il nome di mwpaal-Mallah, "la zona salata". Il termine passò quindi ad indicare il quartiere ebraico di altre città marocchine. Inizialmente, non vi era nulla di offensivo nel termine: alcuni documenti impiegano l'espressione "mwpqmellah dei musulmani", e il quartiere ebraico ospitava abitazioni ampie e splendide che erano la residenza favorita di "agenti e ambasciatori dei principi stranieri". Successivamente tuttavia l'etimologia popolare spiegò la parola mwpgmellah come "terra salata, maledetta" o un luogo dove gli ebrei "salavano le teste dei ribelli decapitati”.

Il 14 maggio mwqa1465 ci fu il mwqqpogrom più sanguinoso della mwqgstoria del Marocco, migliaia di ebrei della città di mwqwFès furono uccisi dai ribelli che scacciarono la dinastia dei mwraMerinidi. La causa immediata della violenza antisemita era la nomina dell'ebreo Aaron ben Batash alla carica di mwrqvisir.

Secoli XVI-XVIII

Per un lungo periodo il mwsamellah di Fès rimase l'unico, solo nella seconda metà del mwsqXVI secolo (verso il mwsg1557) il termine mwswmellah comparve a mwtaMarrakech, con l'insediamento in città di gruppi di ebrei e assimilati provenienti dall'mwtqAtlante e dalla città di mwtgAghmat, che aveva un'antica comunità ebraica. Un francese prigioniero in Marocco dal mwtw1670 al mwua1681 scrisse: "A Fez e a Marrakesh, gli ebrei sono divisi dal resto degli abitanti, hanno i loro quartieri separati, circondati da mura le cui porte sono sorvegliate da uomini nominati dal re... Nelle altre città, sono mescolati ai mwuqMori." Nel mwug1791, un viaggiatore europeo descrisse la mwuwmellah di Marrakech: "Ha due grandi porte, che sono serrate ogni sera alle nove, dopodiché non si permette a nessuno di entrare o di uscire...fino...al mattino seguente. Gli ebrei hanno un proprio mercato...". Solo nel mwva1682 un terzo mwvqmellah fu fondato a mwvgMeknès, la nuova capitale del mwvwsultano mwwaMulay Ismail.

XIX secolo

All'inizio del mwwwXIX secolo, attorno al mwxa1807, il sultano mwxqMulay Sulayman obbligò gli ebrei a trasferirsi nei mwxgmellah delle città della regione costiera (mwxwRabat, mwyaSalé, mwyqMogador e mwygTétouan). I nuovi quartieri ebraici furono chiamati ovunque mwywmellah eccetto che a Tétouan, dove si adottò il termine spagnolo mwzajudería. A Salé, il nuovo quartiere ebraico era una lunga strada con un totale di duecento case, venti negozi e bancarelle, due fornaci e due mulini. Nel mwzq1865, la mwzgmellah di mwzwMogador, divenuta sovraffollata, fu autorizzata ad estendersi.

Alla fine del secolo e nei primi decenni del mwaqXX secolo, ebrei facoltosi iniziarono a stabilirsi nei quartieri nuovi (mwagVilles nouvelles) progettati secondo i dettami dell'urbanistica europea, lasciando nei mwawmellah solo gli anziani e i poveri.cite-ref-2[2]

Dal XX secolo

Dopo la fondazione dello mwcgStato moderno di Israele, nel mwcw1948, la maggior parte degli ebrei marocchini sono emigrati, incoraggiati dall'mwdaAgenzia ebraica. Di conseguenza oggi i mwdqmellah sono abitati da musulmani e gli ebrei rimasti si sono trasferiti nei quartieri moderni delle città marocchine.

La descrizione di un mwdwmellah in un porto del mweaGolfo Persico, nel corso di un viaggio in mweqCina attribuito a "Giacobbe di Ancona" e che si sarebbe svolto nel mwew1271, pubblicato da David Selbourne nel mwfq1997 con il titolo di "mwfgThe City of Light", fu identificato come un evidente anacronismo dalla reazione critica al libro, che lo giudicava un falso.cite-ref-3[3]

Note

cite-note-11. Lewis (1984), p. 28
cite-note-22. mwjamwjqmwjgmwjwmwkaThe Jewish Community of Fezmwkq, su mwkgbh.org.il. mwkwURL consultato il 19 novembre 2008 mwla(archiviato dall'mwlqurl originale l'11 febbraio 2009).
cite-note-33. mwmqDoreen Carvajal, "Marco Polo: Is a Rivalry Just Fiction?", mwmgNew York Times, 9 December 1997 Visitato il 16 luglio 2008.

Bibliografia

• mwng(EN) Norman Stillman, The Jews of Arab Lands: A History and Source Book, Philadelphia, Jewish Publication Society of America, 1979, ISBN 0-8276-0370-3.
• mwoa(EN) H. Zafrani, "Mallah", mwoqEncyclopaedia of Islam Online, a cura di P.J. Bearman, Th. Bianquis, C.E. Bosworth, E. van Donzel e W.P. Heinrichs. Brill Academic Publishers

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Mellah

Collegamenti esterni

• mwrg(EN) Storia delle mellah, su dafina.net.